Una storia antica...
"Formò dunque Dio l'uomo dal fango della terra,
e gli inspirò in faccia lo spirito della vita, e l'uomo
divenne persona vivente" (Genesi, 2,7)
L'utilizzo dell'argilla come materia dalle proprietà curative
'miracolose' risale molto probabilmente agli inizi della storia umana.
Gli uomini in questo hanno probabilmente seguito l'esempio degli animali
che vanno a cercare sempre nel fango argilloso il rimedio per curare
ferite e malattie.
Alle origini del mito
Con lo sviluppo delle prime società tribali, l'uomo primitivo
deve aver compreso l'utilità di questa materia malleabile
anche nella costruzione di capanne ed utensili. L'argilla diviene
cosí una materia fondamentale, a cui i popoli primitivi
attribuiscono significati simbolici e spirituali. Dall'Africa
al Sud America, in molte società arcaiche l'origine della
lavorazione della terracotta è collegata a miti cosmologici.
Ed anche nel racconto biblico della creazione Dio plasma l'uomo con
l'argilla a sua immagine e somiglianza.
L'antichità
Usata per costruire case e palazzi delle città della Mesopotamia,
l'argilla ha avuto un ruolo importante anche nell'invenzione della
scrittura. Alla fine del IV millennio a.C., i Sumeri svilupparono
questo mezzo di comunicazione straordinario utilizzando tavolette
d'argilla che venivano incise con uno stilo appuntito.
Ma fu l'antico Egitto la vera culla dell'argilla. I papiri egiziani
rivelano che, circa 3000 anni prima dell'era cristiana, i medici
dei faraoni facevano largo uso dell'ocra gialla, che è una
terra argillosa contenente ossido di ferro, per curare ogni tipo di
malattia, ferite, lesioni. Gli imbalsamatori, inoltre, utilizzavano
l'argilla per la mummificazione del corpo dei defunti.
Gli antichi greci la chiamavano la "terra di Lemno", dal nome
dell'isola da cui proveniva e nella quale si trovavano importanti
cave studiate anche da Galeno, celebre anatomista greco, che la
considerava un rimedio unico. Nell'antica Roma l'argilla era
ampiamente utilizzata contro molteplici affezioni, il naturalista
Plinio il Vecchio la considerava talmente importante da dedicarle
un capito intero della "Storia Naturale".
Nel Medio Evo il medico e filosofo persiano Avicenna, nella sua
opera "Canone della Medicina" descrive l'utilizzo dell'argilla
con grande sapienza di particolari. Anche Marco Polo ne parla
nei suoi appunti di viaggio in terre lontane.
La riscoperta
Vittima dei progressi della chimica e della medicina moderna che
pensava di poter soppiantare i rimedi naturali antichi, l'argilla
è stata messa da parte, almeno nel pensiero ufficiale, nel
corso degli ultimi secoli.
Pur non essendo mai stata abbandonata dalla gente comune, fedele
a ciò che fa bene per esperienza, l'argilla ha iniziato
il suo riscatto ufficiale in epoca moderna grazie agli studi
dell'abate Sebastian Kneipp, monaco tedesco conosciuto in particolare
per i suoi rimedi idroterapici ed inventore dei metodi curativi omonimi.
Altri pionieri dell'argilla, nel corso del XX secolo, dedicarono
le proprie forze a dimostrare le proprietà curative di
questa materia. Louis Kuhne e Adolf Just, il prof. Julius Strumpf
dell'università di Berlino ed il pastore Felke, soprannominato
il "pastore d'argilla", furono però spesso vittime di scherno
da parte dell'ortodossia medica.
Nel corso del Novecento però, scienza e medicina hanno
iniziato ad interessarsi sempre più alle numerose
proprietà dell'argilla: antisettica, antitossica, assorbente,
battericida, cicatrizzante ed energizzante. Gradualmente l'uso
terapeutico dell'argilla è ritornato in auge in tutto il mondo.
Oggi viene utilizzata in moltissimi prodotti di cosmetica e trattamenti
di benessere.