La terra, come buona madre, ci offre tutte le proprietà salutari di maggiore importanza, tanto se usata internamente quanto esternamente.

Manuel Lazaota Acharan

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Una storia antica...

"Formò dunque Dio l'uomo dal fango della terra, e gli inspirò in faccia lo spirito della vita, e l'uomo divenne persona vivente" (Genesi, 2,7)

L'utilizzo dell'argilla come materia dalle proprietà curative 'miracolose' risale molto probabilmente agli inizi della storia umana. Gli uomini in questo hanno probabilmente seguito l'esempio degli animali che vanno a cercare sempre nel fango argilloso il rimedio per curare ferite e malattie.

Alle origini del mito

Con lo sviluppo delle prime società tribali, l'uomo primitivo deve aver compreso l'utilità di questa materia malleabile anche nella costruzione di capanne ed utensili. L'argilla diviene cosí una materia fondamentale, a cui i popoli primitivi attribuiscono significati simbolici e spirituali. Dall'Africa al Sud America, in molte società arcaiche l'origine della lavorazione della terracotta è collegata a miti cosmologici. Ed anche nel racconto biblico della creazione Dio plasma l'uomo con l'argilla a sua immagine e somiglianza.

L'antichità

Usata per costruire case e palazzi delle città della Mesopotamia, l'argilla ha avuto un ruolo importante anche nell'invenzione della scrittura. Alla fine del IV millennio a.C., i Sumeri svilupparono questo mezzo di comunicazione straordinario utilizzando tavolette d'argilla che venivano incise con uno stilo appuntito.

Ma fu l'antico Egitto la vera culla dell'argilla. I papiri egiziani rivelano che, circa 3000 anni prima dell'era cristiana, i medici dei faraoni facevano largo uso dell'ocra gialla, che è una terra argillosa contenente ossido di ferro, per curare ogni tipo di malattia, ferite, lesioni. Gli imbalsamatori, inoltre, utilizzavano l'argilla per la mummificazione del corpo dei defunti.

Gli antichi greci la chiamavano la "terra di Lemno", dal nome dell'isola da cui proveniva e nella quale si trovavano importanti cave studiate anche da Galeno, celebre anatomista greco, che la considerava un rimedio unico. Nell'antica Roma l'argilla era ampiamente utilizzata contro molteplici affezioni, il naturalista Plinio il Vecchio la considerava talmente importante da dedicarle un capito intero della "Storia Naturale".

Nel Medio Evo il medico e filosofo persiano Avicenna, nella sua opera "Canone della Medicina" descrive l'utilizzo dell'argilla con grande sapienza di particolari. Anche Marco Polo ne parla nei suoi appunti di viaggio in terre lontane.

La riscoperta

Vittima dei progressi della chimica e della medicina moderna che pensava di poter soppiantare i rimedi naturali antichi, l'argilla è stata messa da parte, almeno nel pensiero ufficiale, nel corso degli ultimi secoli.

Pur non essendo mai stata abbandonata dalla gente comune, fedele a ciò che fa bene per esperienza, l'argilla ha iniziato il suo riscatto ufficiale in epoca moderna grazie agli studi dell'abate Sebastian Kneipp, monaco tedesco conosciuto in particolare per i suoi rimedi idroterapici ed inventore dei metodi curativi omonimi.

Altri pionieri dell'argilla, nel corso del XX secolo, dedicarono le proprie forze a dimostrare le proprietà curative di questa materia. Louis Kuhne e Adolf Just, il prof. Julius Strumpf dell'università di Berlino ed il pastore Felke, soprannominato il "pastore d'argilla", furono però spesso vittime di scherno da parte dell'ortodossia medica.

Nel corso del Novecento però, scienza e medicina hanno iniziato ad interessarsi sempre più alle numerose proprietà dell'argilla: antisettica, antitossica, assorbente, battericida, cicatrizzante ed energizzante. Gradualmente l'uso terapeutico dell'argilla è ritornato in auge in tutto il mondo. Oggi viene utilizzata in moltissimi prodotti di cosmetica e trattamenti di benessere.